sabato, aprile 25, 2009

 

Buon 25 aprile a tutti. Proprio a tutti!

Napolitano: "Ideali validi per tutti"

La fondazione di Fini: "Partigiani patrioti"


La Russa: "Ricorrenza condivisa". Maroni: "Data incancellabile"

ROMA - "Il 25 aprile è una data incancellabile da cui nacque l'Italia libera e democratica". Alla vigilia della festa della Liberazione, la netta presa di posizione del capo dello Stato sembra aver fatto affetto. Dopo giorni di distinguo, di partigiani "buoni e cattivi", le voci che arrivano dalla maggioranza sembrano parlare un linguaggio simili a quello di Giorgio Napolitano. Che oggi torna a levare la sua voce.

E così il ministro dell'Interno Bobo Maroni parla di "data incancellabile" e perfino il ministro della Difesa Ignazio La Russa la definisce "una ricorrenza condivisa". "Sul 25 aprile niente equivoci: il Pdl
lo celebra sta dalla parte dei valori dell'antifascismo e della resistenza" taglia corto il ministro Gianfranco Rotondi. Fino ad arrivare a FareFuturo, la fondazione di Gianfranco Fini, che si spinge oltre: "Forse è arrivato il momento se, anche da destra, soprattutto da destra, si comincia a pensare, con convinzione, senza infingimenti, che i partigiani sono stati buoni italiani. Che la resistenza è stata roba di patrioti. E non di traditori.

E Napolitano, anche oggi, torna a parlare. Ribandendo che il messaggio della Resistenza "vive nella Costituzione", ammonendo " a non ripetere gli errori del passato" e spiegando come possano riconoscersi "nell'eredità spirituale e morale della Resistenza, che vive nella Costituzione, anche quanti vissero diversamente gli anni 1943-1945, quanti ne hanno una diversa memoria per esperienza personale o per giudizi acquisiti".

In quella Carta dice il presidente della Repubblica, si possono riconoscere anche quanti non parteciparono alla liberazione dell'Italia dal nazifascismo. Ma quei principi accettano come validi e indiscutibili.

Infine arriva la conferma che Silvio Berlusconi commemorerà domani il 25 aprile prima a Roma, dove deporrà, insieme al Capo dello Stato Giorgio Napolitano, la corona d'alloro in omaggio al milite ignoto, all'Altare della Patria; poi, si recherà ad Onna, in Abruzzo.

(da Repubblica, 24 aprile 2009)

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